©elena di vincenzo

Massaggio sportivo: pre gara, post gara e quando serve

Claudia Rinaldi

Il massaggio sportivo prepara i muscoli allo sforzo e ne accelera il recupero dopo lo sforzo. Cambia tecnica e ritmo a seconda del momento in cui interviene: prima della gara, subito dopo, oppure nei giorni tra un allenamento e l’altro. Non lavora solo sull’atleta agonista: serve a chiunque muova il corpo con costanza, dal maratoneta della domenica a chi va in palestra tre volte a settimana. Il presupposto resta uno solo: il muscolo su cui lavori deve essere sano. Dove c’è un dolore che non passa, un trauma o una diagnosi, il lavoro cambia mani e passa al fisioterapista o al medico dello sport.

Indice

Cos’è il massaggio sportivo e a chi serve

Il massaggio sportivo è un insieme di manovre pensate per un corpo che si allena. Non è un trattamento di rilassamento fine a sé stesso, anche se in certi momenti rilassa, e non è una cura. È un lavoro sul tessuto muscolare che segue il ritmo dello sport: accompagna la preparazione, gestisce il carico, favorisce lo smaltimento della fatica.

Il massaggio sportivo lavora su muscoli sani di chi si allena, non su infortuni o patologie. Questo è il confine da tenere fermo prima di ogni altra cosa. Il massaggiatore sportivo del benessere si occupa di preparazione, recupero e tensioni da carico. Nel momento in cui compare un dolore acuto, una limitazione del movimento, un gonfiore o il sospetto di uno stiramento, il campo non è più il tuo: è quello del fisioterapista e del medico dello sport. Confondere i due piani è l’errore più serio che chi inizia possa fare, e il modo più rapido per perdere credibilità con l’atleta e con chi lo segue.

Sul fronte di chi ne beneficia, la platea è più larga di quanto si creda. C’è l’agonista, che alterna carichi altissimi a fasi di scarico e cerca ogni margine di recupero. E c’è l’amatore, quello che non vive di sport ma lo pratica con serietà: la persona che corre, pedala, nuota o si allena con i pesi e che, proprio perché non ha uno staff dietro, ha spesso bisogno di una mano competente. Su queste due categorie il lavoro cambia intensità, ma la logica resta la stessa: leggere il corpo nel momento in cui arriva sul lettino e scegliere la manovra giusta per quel momento.

Il massaggio pre gara

Il massaggio pre gara serve ad accendere il muscolo, non a spegnerlo. È il malinteso più comune: si pensa al massaggio come a qualcosa di rilassante, e prima di una prestazione un muscolo troppo rilassato è controproducente. Qui il lavoro va nella direzione opposta.

Il pre gara usa un ritmo veloce e stimolante per attivare la circolazione e preparare il muscolo allo sforzo. Le manovre sono rapide, brevi, ripetute: frizioni, sfioramenti vivaci, percussioni leggere, sollecitazioni che portano sangue e calore nel ventre muscolare senza affaticarlo. La durata è contenuta, si lavora in pochi minuti e ci si concentra sui distretti che entreranno in azione: le gambe per chi corre o pedala, spalle e schiena per chi lavora con la parte alta del corpo.

Il momento conta. Un pre gara si esegue nella fase di riscaldamento, a ridosso della prestazione, e non ore prima. La regola pratica è semplice: lasciare il muscolo pronto e reattivo, mai indolenzito o svuotato. Se al termine l’atleta si sente pesante, il lavoro è stato fatto con il ritmo sbagliato.

Il post gara e il defaticante

Se il pre gara accende, il post gara riporta alla calma. È il momento in cui il corpo ha già dato tutto e chiede di smaltire. Qui il ritmo si ribalta completamente: lento, profondo, avvolgente.

Massaggio sportivo defaticante con manovre profonde di impastamento

Il defaticante lavora con manovre lente e profonde per drenare e sciogliere il muscolo dopo lo sforzo. Impastamenti, spremiture, sfioramenti profondi che seguono il ritorno venoso e linfatico: l’obiettivo è aiutare il corpo a portare via ciò che lo sforzo ha lasciato e a riportare il tono muscolare a una condizione di quiete. Il defaticante si esegue quando la fatica acuta è passata, non a caldo sul muscolo ancora congestionato, e trova il suo spazio nelle ore successive alla prestazione o nella seduta del giorno dopo.

È anche il momento più sottovalutato di tutti. Sul pre gara l’atleta è attento, teso, concentrato, e dà valore a ogni gesto. Sul recupero, invece, tende a mollare la presa: gara finita, testa già altrove. Ed è un peccato, perché è proprio nel recupero che il massaggio sportivo esprime la parte più utile del suo lavoro. Un buon defaticante non accorcia i tempi con la bacchetta magica, ma rende il ritorno alla normalità più pulito e meno pesante.

Il lavoro tra un allenamento e l’altro

Tra una gara e l’altra, o più semplicemente tra un allenamento e il successivo, c’è tutto il resto della stagione. È qui che si gioca la parte meno spettacolare e più continua del lavoro: il mantenimento.

Il massaggio di mantenimento interviene sulle tensioni ricorrenti e sulle zone di carico di chi si allena con regolarità. Ogni sport disegna sul corpo le sue mappe: il corridore accumula tensione su polpacci e catena posteriore, il ciclista su quadricipiti e zona lombare, chi si allena in palestra sui trapezi e sui muscoli più sollecitati dal gesto tecnico. Nel mantenimento leggi queste zone, individui gli accumuli e li lavori con calma, prima che diventino fastidi radicati. È un lavoro di ascolto più che di forza. Quando la tensione è ormai un nodo duro e persistente, il registro si avvicina a quello del massaggio decontratturante, con manovre mirate sul punto di maggiore rigidità.

Una parola sulla prevenzione, perché va usata con onestà. Curare il corpo di chi si allena, mantenerlo elastico e sciolto, gestire i carichi con regolarità: tutto questo è cura, non promessa medica. Il massaggio di mantenimento aiuta l’atleta a stare bene nel suo lavoro quotidiano sul muscolo. Non garantisce che l’infortunio non arrivi, e chiunque te lo prometta ti sta dicendo una cosa che non può mantenere.

Pre, post e mantenimento a confronto

I tre momenti condividono la stessa base tecnica ma cambiano segno. Vale la pena vederli affiancati, perché è la differenza di ritmo e di obiettivo a fare la qualità del lavoro.

Momento Obiettivo Ritmo e manovre Quando
Pre gara Attivare e preparare allo sforzo Veloce, stimolante, breve Nella fase di riscaldamento, a ridosso della prestazione
Post gara / defaticante Drenare e riportare il muscolo alla calma Lento, profondo, avvolgente Dopo lo sforzo, quando la fatica acuta è passata
Mantenimento Gestire tensioni ricorrenti e zone di carico Mirato, di ascolto, senza fretta Nei giorni tra un allenamento e l’altro

Trigger point e taping: gli strumenti in più

Dentro il massaggio sportivo esistono strumenti che allargano il raggio d’azione del professionista. Due su tutti: il lavoro sui trigger point e il taping neuromuscolare. I trigger point sono quei punti iper irritabili nel ventre muscolare che, se compressi, danno una tensione riferita anche a distanza; imparare a riconoscerli e a trattarli con la giusta pressione è una competenza che affina la mano. Il taping, dal canto suo, è l’applicazione dei cerotti elastici a sostegno del gesto muscolare, un complemento al lavoro manuale.

Sono competenze che si imparano con la pratica guidata, non leggendo. Per farti un’idea concreta di come si introducono in aula, questi due brevi video mostrano il taglio con cui si affrontano.

Il taping segue la stessa logica pratica, applicata al sostegno elastico del muscolo.

Farne una professione

C’è chi si avvicina al massaggio sportivo per curiosità e chi ci vede un mestiere. La seconda strada ha basi solide. Il massaggio sportivo è tra le specializzazioni più richieste e meglio pagate del settore benessere. Il motivo è concreto: le persone che si allenano sono tante, dai club amatoriali alle palestre alle società sportive, e le mani competenti sul recupero e sul mantenimento restano sempre richieste. Chi si specializza in questo ambito trova più spazio di chi resta su un massaggio generico.

Se vuoi capire come si costruisce il percorso, dalla formazione ai primi passi sul lavoro, trovi il quadro completo nella guida su come diventare massaggiatore. E se la domanda che ti frulla in testa è quella pratica, cioè quanto rende davvero questo mestiere, l’analisi dedicata su quanto guadagna un massaggiatore ti dà numeri e scenari senza giri di parole.

Domande frequenti

Il massaggio sportivo è solo per gli atleti agonisti?

No. Serve a chiunque si allena con costanza, anche a livello amatoriale. Chi corre, pedala, nuota o va in palestra ha zone di carico e tensioni ricorrenti esattamente come l’agonista, spesso senza nessuno che se ne occupi.

Quanto tempo prima della gara si fa il massaggio pre gara?

Si esegue a ridosso della prestazione, nella fase di riscaldamento, con manovre rapide e brevi. L’obiettivo è lasciare il muscolo attivo e reattivo, non affaticato. Un pre gara fatto troppo presto o con ritmo lento perde il suo senso.

Il massaggio sportivo previene gli infortuni?

Aiuta a tenere il corpo sciolto e a gestire i carichi, e questo è cura del corpo di chi si allena. Non è però una promessa medica: non garantisce che l’infortunio non arrivi. Su traumi e patologie il campo è del fisioterapista e del medico dello sport.

Qual è la differenza tra pre gara e defaticante?

Il ritmo. Il pre gara è veloce e stimolante, prepara il muscolo allo sforzo. Il defaticante è lento e profondo, drena e riporta il muscolo alla calma dopo lo sforzo. Stesse mani, due obiettivi opposti.

Serve una formazione specifica per praticarlo?

Sì. Leggere un muscolo, scegliere il ritmo giusto per il momento e riconoscere quando fermarsi e mandare l’atleta da un medico sono competenze che si costruiscono con una formazione seria e con la pratica guidata in aula.

Se vuoi trasformare la teoria in mani che sanno leggere un corpo, il posto giusto per iniziare è un percorso strutturato. Scopri i corsi di massaggio ONYX Academy e trova quello adatto al punto in cui sei.

Potrebbe interessarti
  • Trigger point: cosa sono e come si trattano con il

    I trigger point sono punti iperirritabili dentro una banda muscolare tesa: alla pressione fanno male e spesso proiettano il dolore…

    ©elena di vincenzo
  • Taping neuromuscolare (kinesio taping): cos’è e come funziona

    Il taping neuromuscolare, noto anche come kinesio taping, è l'applicazione di bende elastiche adesive direttamente sulla cute, posate con tensioni…

    Pratica di massaggio sulla spalla durante un corso professionale per massaggiatori
  • Massaggio hawaiano Lomi Lomi: cos’è, benefici e come si impara

    Il massaggio hawaiano Lomi Lomi è una tecnica a olio nata alle Hawaii, riconoscibile per le manovre lunghe e continue…

    ©elena di vincenzo